Le Mans, 1954-1973 (Moteurs)















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Compatibilità ed altri rumori

Inauguro questo spazio su WordPress facendovi transitare una ulteriore tappa del post (extraterritoriale, transgenico) iniziato QUI.

Alla ricerca di possibili agganci fra il jazz e la gare automobilistiche, il pensiero è andato a Elio De Angelis, le cui doti di pianista erano conosciute, ma non ho trovato notizie molto dettagliate su quali generi suonasse; in questo sito a lui dedicato si parla di sfuggita del suo lato artistico, ma si può pensare che si trattasse di un pianista eclettico:

 (http://eliodeangelis11.altervista.org)

Ma lo sentiremo suonare nella prossima tappa.

Invece per puro caso ho trovato questa foto di Michele Alboreto su un gruppo di facebook (Ken Tyrrell Memories)

ma non ho notizie su eventuali attività di Alboreto come musicista.


Adesso però, vorrei fare una pausa e tornare al discorso del SUONO. Ho detto in precedenza di come il suono sia forse l’unico elemento che possa mettere d’accordo, nella mia psiche ormai incontrollabile, l’interesse per il jazz e per le corse d’auto. Il rumore, nelle competizioni, è un fattore fondamentale, i motori producono musica, per le orecchie degli appassionati. Ma bisogna rassegnarsi ad un fatto: prima o poi circoleremo su auto silenziose, per tante ragioni si dovrà mettere da parte i motori a scoppio appena sarà possibile avere delle alternative valide; e inevitabilmente l’automobilismo sportivo dovrà adeguarsi. Non dico che dovrebbe arrivare PRIMA della circolazione stradale a questo risultato, recuperando un ruolo guida, come è stato in passato, in cui i ritrovati sviluppati nelle corse possano essere travasati nella produzione di serie. Ma comunque, prima o poi, negli autodromi si vedranno gare in cui probabilmente l’unico suono prodotto dalle auto sarà lo stridio delle gomme in curva. Rassegnamoci. Ma pensiamo anche ad eventuali sviluppi creativi: si potrebbero adottare sulle auto (di serie, come da corsa) degli altoparlanti che diffondano il suono che si preferisce; tramite la tecnica del campionamento, si potrà andare in giro (vuoi con la Fiat Duna a celle solari, vuoi sulla 500 a fissione fredda) producendo l’identico ruggito di una Aston Martin o di una Maserati. Ma sarà solo una questione di fantasia, chi vorrà potrà farsi campionare la voce di Josè Carreras, o la chitarra di Johnny Winter e diffondere il suono che riterrà più accattivante.
Per quanto mi riguarda… opterò per il sax tenore di Pharoah Sanders per girare in autodromo, oppure il sax alto di Paul Desmond per attraversare tranquillamente la città di notte.
Ciò che una volta era il carburatorista, in futuro sarà un sound-engineer.


Detto questo, passiamo alla prossima e (forse) ultima tappa di questo multi-post, cliccando QUI